ROMA - ROMA CITTA' RECIPROCA. DON ALBANESI: "RIPENSIAMO IL WELFARE"
21/06/2010 - ROMA - Ha dato appuntamento a settembre, per lanciare e consegnare un messaggio condiviso alla società civile, alla Chiesa, alle istituzioni: a conclusione del convegno “Roma reciproca”, tenutosi nel pomeriggio di sabato 19 giugno al Domina Hotel Conference, don Vinicio Albanesi ha assicurato che il lavoro di squadra di associazioni e realtà cattoliche che lavorano nel sociale – inaugurato in vista dell'incontro - proseguirà a tappe serrate e in modo concreto. Nei primi giorni di settembre i rappresentanti di Comunità di Sant'Egidio, Fondazione internazionale Di Liegro, Caritas diocesana, Fondazione Don Orione, Opera don Calabria, Centro Astalli, Compagnia delle Opere di Roma e Lazio, Fondazione don Gnocchi, Borgo Ragazzi don bosco, Opera don Guanella si ritroveranno insieme al presidente della Comunità di Capodarco per una giornata di riflessione da cui scaturirà “un contributo ragionato, complesso, vero, con proposte concrete. Elaboreremo un messaggio da lanciare e sono sicuro che ne uscirà acqua viva”.
Due i punti nodali su cui confrontarsi, le “autostrade emerse: la nostra spiritualità, che caratterizza quello che abbiamo vissuto in questi anni: manca una riflessione profonda sulla carità, che ci aiuterà – oltre alla testimonianza - nella grande missione di comunicare la fede”, ha rilevato don Albanesi. La seconda sfida sta nel concepire “un nuovo welfare, perché l'attuale sta implodendo con il cambiamento dei bisogni. Chi sta sulla strada e non nei palazzi ha la capacità di renventare”, ha osservato il presidente della Comunità di Capodarco, esortando le associazioni e le realtà ecclesiali presenti “ad andare avanti, ognuno con la sua peculiarità, afferrando punti di vista preziosissimi per chi ha bisogno, è più fragile e va portato a condizioni di benessere. La crisi? Sta innanzitutto dentro di noi, quindi occorre la capacità di leggerla per capire cosa stiamo vivendo e ci aspetta”.
Lavoro e cittadinanza, relazione e comunione: questi gli ambiti sui quali si sono snodati gli interventi: “Offriamo quello che abbiamo non nascondendo nulla, neppure le difficoltà – ha rimarcato don Albanesi -. I tagli annunciati dal Governo e dalla Regione Lazio ci richiamano ad agire con coscienza e responsabilità, sapendo che chi stava male prima oggi sta peggio: la crisi aggrava situazioni già pesanti. Si dice che le famiglie provvedono, ma spesso sono stanche, rimangono sole, si disgregano”. Ma se alle vecchie si aggiungono nuove povertà - come la solitudine, la demenza senile -, occorre “ritrovare equilibrio tra l'idealità e la messa in pratica, tra motivazioni e gestione. E andare avanti insieme, non mollando: ci teniamo la nostra storia e la missione che ci è stata affidata, nonostante le criticità".