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ROMA - FINI, CASINI E PISANU SIGLANO IL "PATTO DI CAPODARCO" SULL'IMMIGRAZIONE

07/12/2009 - ROMA - Una bachettata alla maggioranza e una mano tesa all'opposizione, affinche' in Parlamento tutte le forze politiche discutano "senza pregiudizi" la nuova legge Granata-Sarubbi su immigrati e cittadinanza e non temano nuove "convergenze" che consentano all'Italia di fare un passo avanti e "guardare al futuro". Gianfranco Fini, Pier Ferdinando Casini e Beppe Pisanu siglano il 'patto di Capodarco', dal nome della comunita' per disabili che questa mattina li ha ospitati per un dibattito su accoglienza, integrazione e cittadinanza. Tutti d'accordo, da una parte, nel bocciare le politiche della Lega nord, definite "un distillato di veleni" (Casini) o "una miserabile speculazione elettorale" (Pisanu). E d'accordo anche, dall'altra, nell'auspicare un Parlamento di forze politiche in grado di guardare "al futuro oltre che al contingente" o magari, piu' semplicemente, "al di la' della punta del naso" (Fini). Aprendo l'incontro Don Vinicio Albanesi, presidente della comunita', invita i tre a sottoscrivere "il patto di Capodarco": ovvero a "sdoganare il tema" dai recinti di "pezzi di politica" e "guardare invece alla necessita' del Paese". Se Casini si dice pronto a metterci la faccia ("Ha fatto bene Fini a calendarizzare" la legge sulla cittadinanza e "io sono favorevole allo ius soli") e Fini ribadisce le sue posizioni ("Auspico un dibattito scevro da pregiudizi, perche' i programmi elettorali sono importantissimi, ma si deve ragionare anche fuori dai programmi"), Pisanu detta i contenuti del patto: "L'immigrazione e' un tema di decisa importanza per l'evoluzione del nostro Paese e non lo si puo' affrontare con miserabili contese o speculazioni elettorali, e' arrivato il momento di affrontarlo nella sua complessita'. Per tanto tempo non e' stato fatto- aggiunge- per paura di divisioni o convergenze che questo dibattito puo' portare". "Ad aprile la commissione Esteri del Senato ha approvato all'unanimita', Lega compresa, una risoluzione (dal titolo 'Approccio globale in materia di immigrazione', ndr), ma non e' ancora stata calendarizzata. Perche'? Eppure questo è il Senato piu' sottoccupato della storia della Repubblica". Beppe Pisanu, presidente della commissione bicamerale Antimafia, rimprovera Renato Schifani, reo di non aver calendarizzato una risoluzione in materia di immigrazione. L'ex ministro si rivolge a Gianfranco Fini: "Questa è per te Gianfranco: perche' alla Camera si perde una giornata a parlare di come mozzare o no la coda dei cani?". Fini sorride e ribatte: "C'era una direttiva europea da adempiere, non ero impazzito". "Non mi piace il doppiopesismo di chi difende il crocifisso e poi mentre inaugura un presepe insulta in modo vergognoso il cardinale di Milano", sottolinea Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, difendendo Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano attaccato dalla Lega nord. "E' bello che si difendano le tradizioni, il crocifisso e il presepe ma, con una battuta ironica, dico che chi guarda il presepe si dovrebbe rendere conto che gia' li' ci sono tanti immigrati, a partire dai magi". Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, pur senza citare la Lega nord, fa ricorso all'ironia per parlare di immigrati e identita' culturale e ribadisce che "l'identita' non è una fortezza sotto assedio: sapere chi siamo non vuol dire alzare i muri". Il presidente della Camera ha poi affrontato la questione del processo breve. La dizione "reati in materia di immigrazione'" nel ddl sul cosiddetto processo breve "e' inammissibile", ha sottolineato bocciando la formulazione del ddl Gasparri in discussione al Senato e auspicando che "cambi", perche' tra i reati e' inclusa, per esempio, "la permanenza in Italia senza permesso di soggiorno, che e' punita con una semplice ammenda". Fini dice che "sarebbe diverso se si parlasse di 'delitti in materia di immigrazione'", perche' "sarebbe tutt'altra cosa", visto che tra i delitti ci sono anche reati come la tratta di essere umani. E sull'attuale formulazione chiede: "E' stata una svista? Ne prendo atto. Non e' stata una svista? Allora auspico che accada ciò che è accaduto in un altro momento", e cita la "sollevazione" parlamentare contro la norma sui medici-spia. (DIRE-REDATTORESOCIALE)

 
     

 

 

 

 
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