Nel Natale del 1966 a Capodarco di Fermo, nella regione Marche, un piccolo gruppo di 13 persone disabili ed un giovane sacerdote, Don Franco Monterubbianesi, decidono di uscire dalla condizione di emarginazione e con alcuni giovani volontari iniziano un percorso di vita comune in una villa abbandonata, per lavorare e costruirsi un futuro insieme.

Dopo la messa di mezzanotte di quel Natale indimenticabile, nessuno volle tornare a casa, per molti sarebbe stata un istituto, un centro di ricovero, una famiglia senza prospettive.

Presto si attiva un grande movimento di solidarietà che coinvolge tantissimi giovani, molti dei quali provenienti dall’estero grazie al Servizio civile internazionale.

Quando dai tredici membri iniziali si passa agli oltre cento del 1970, matura l’idea di fare il salto nella società uscendo dal microcosmo della collina di Capodarco, per coinvolgere altri emarginati della città e non solo.

Nei primi anni ’70 un primo nucleo di comunitari si trasferisce a Roma dando vita ad un Centro Studi e Documentazione, alle prime cooperative integrate e a quella che sarà la Comunità Capodarco di Roma ONLUS.

L’esperienza di Fermo prosegue e comincia a contaminare positivamente la città, coinvolgendo quelle persone che soffrono la contraddizione autentica del più avanzato modello di sviluppo urbano.
Quella sfida iniziale si traduce ben presto in risposte, servizi, progetti, in diversi settori dell' handicap fisico e psichico, dei minori, del disagio giovanile, della tossicodipendenza, dei nomadi, in un’ area della periferia sud est di Roma e dei Castelli Romani.

La Comunità Capodarco di Roma, quindi, nella costanza e coerenza del proprio impegno originario, è diventata un punto di riferimento fondamentale del Terzo Settore, un interlocutore privilegiato sul vasto panorama delle politiche di welfare, un’organizzazione che ha saputo sviluppare sempre nuovi percorsi di presa in carico globale della persona, costruendo servizi in collaborazione e sinergia con soggetti pubblici, del privato sociale, del mercato economico e finanziario, favorendo la creazione, la promozione e la valorizzazione delle reti di solidarietà.

Capodarco di Roma è oggi 2500 persone in percorsi riabilitativi, 16000 prestazioni riabilitative, ambulatoriali e domiciliari, 65 disabili accolti in gruppi famiglia e comunità alloggio, 100 giovani con handicap psico-fisico formati ed avviati al lavoro, 75 disabili impegnati in 5 laboratori sociali, 850 bambini ed adolescenti rom e sinti coinvolti nel Progetto di Scolarizzazione, 200 giovani a rischio che partecipano a programmi educativi, formativi e culturali, 35 disabili occupati nelle 6 Cooperative Sociali ed Integrate aderenti al Consorzio Alberto Bastiani promosso dalla Comunità e 300 tra operatori, collaboratori, volontari e giovani in servizio civile.

L’obiettivo è lo stesso delle altre comunità, quello di creare una società in cui tutti gli uomini siano concretamente liberi nelle loro scelte e dai loro bisogni.